Tree Hugs

IL PROGETTO

Il progetto ha previsto la riforestazione di un’area di circa 3 ettari nell’isola di Nosy Komba con l’obiettivo di contribuire alla conservazione degli ecosistemi e della biodiversità dell’isola e di promuovere un utilizzo sostenibile del legno e dei frutti provenienti dalla foresta, aumentando, al contempo, il carbonio sequestrato dall’atmosfera.

settori
d’intervento

Agroforestazione

Luogo di
realizzazione

Antintorona
(Nosy Komba),
Madagascar

donatori

Donatori privati

Beneficiari

1000 diretti
e indiretti

DURATA

15 mesi
(Apr 2019 – Giu 2020)

il problema

Il Madagascar è la quarta isola più grande al mondo e le sue foreste pluviali forniscono servizi ecosistemici essenziali, quali la protezione dei bacini idrografici, il controllo dell’erosione del suolo, la fornitura di cibo e la regolazione del clima. Ad oggi, il Paese ha perso circa l’80% delle foreste originarie e la foresta primaria copre solo il 12% del paese. Lo sfruttamento dei terreni, l’utilizzo delle tecniche di “slash-and-burn” per l’agricoltura, gli incendi e il sovrasfruttamento del legname sono responsabili del rapido fenomeno di deforestazione del Paese. Circa 200.000 ettari di aree forestali scompaiono ogni anno e si prevede che, con gli attuali tassi di deforestazione, l’isola perderà tutte le sue foreste entro 40 anni (WWF, 2018).

La deforestazione è un problema comune in tutto il Madagascar e crea seri problemi economici anche sull’isola di Nosy Komba, in cui la maggior parte degli alberi tagliati sono utilizzati come legna da ardere, per la produzione di “carbone vegetale” e per la costruzione di case e barche. Il costo del legno è aumentato in modo significativo rendendo beni semplici come letti, tavoli o sedie inaccessibili alla popolazione locale.

la soluzione

La scelta delle tipologie forestali si è orientata verso l’utilizzo di specie tipiche e autoctone, individuate considerando i fattori climatici e morfologici del territorio. I sistemi agroforestali, come quello del progetto Tree Hugs, risultano vantaggiosi rispetto ai metodi convenzionali di produzione agricola e forestale perché offrono maggiore produttività e benefici economici, diversità nei beni e nei servizi ecologici forniti e maggiore protezione contro i parassiti.

Gli obiettivi

obiettivo generale

Contribuire al rimboschimento delle zone attigue al villaggio di Antintorona e garantire la fruibilità di tali aree alla popolazione locale, proteggendo allo stesso tempo le foreste primarie dal disboscamento. Contribuire alla tutela ambientale del territorio e alla mitigazione dei cambiamenti climatici incrementando il naturale assorbimento di CO2 dall’atmosfera.

obiettivi specifici

    • Aumentare la consapevolezza degli abitanti rispetto alla conservazione e alla gestione attenta delle risorse naturali
    • Aumentare la superficie forestale per garantire maggior accesso a legna da costruzione e prodotti alimentari (frutta)
    • Contribuire alla tutela ambientale del territorio, rafforzandone la protezione idrogeologica, e prevenire la perdita di biodiversità
    • Incrementare il naturale assorbimento di CO2 dall’atmosfera

le attività

Le attività svolte si sono focalizzate sulla rigenerazione delle foreste che sono state distrutte in passato per lo sfruttamento del legname, incendi o la conversione in pascoli e terreni agricoli. Al fine di raggiungere gli obiettivi specifici del progetto, le attività attività sono state svolte in diverse fasi e in collaborazione con le comunità locali.

Insieme alla popolazione locale

In una prima fase di confronto con la popolazione locale, sono state individuate le priorità di intervento, le aspettative della popolazione e le necessità del progetto, con l’obiettivo di definire un modello di gestione adeguato.
La gestione del sistema agroforestale è stata basata su accordi con la comunità locale ed è stata preceduta da una fase di formazione e sensibilizzazione degli abitanti su tematiche ambientali e sulla gestione degli ecosistemi naturali dell’isola.

Selezione delle specie

Le specie arboree sono state selezionate in base ai seguenti criteri:
1. sensibilità della specie alla competizione intraspecifica;
2. fabbisogno della specie in termini di irraggiamento solare;
3. volume d’ingombro della chioma;
4. fertilità del terreno e disponibilità idrica.

Germogliazione in vivaio

Le sementi sono state fatte germinare all’interno di sacchetti contenenti un misto di terreno e letame. Il periodo di germogliazione all’interno del vivaio, che è stato costruito e messo in opera nell’ambito del progetto, è variato a seconda delle specie. Una volta raggiunta la giusta altezza (circa 30-40 cm) e un livello di resistenza sufficiente, le piantine sono state piantumate nel terreno.

Piantumazione

La piantumazione è consistita nell’apertura di buche di impianto dove le piantine sono state inserite dopo essere state trasportate manualmente dal vivaio. I perimetri delle aree oggetto di riforestazione e le posizioni dei germogli piantati sono stati inseriti in un geodatabase, accessibile da remoto. Tali informazioni, elaborate con appositi software, sono fondamentali per digitalizzare le aree riforestate e agevolarne la gestione.

Gestione

In seguito alla piantumazione, è stato regolarmente effettuato il diserbo delle piante infestanti per diminuire la competizione per le risorse del terreno. Le piante infestanti recise sono state disposte attorno ai germogli per sostenerne la crescita: esse si degradano gradualmente,
rilasciando sostanze nutritive nel terreno e migliorandone la struttura. Questa pratica, nota come pacciamatura, comporta numerosi benefici, tra cui:
– stoccaggio dell’umidità nel suolo;
– prevenzione della ricrescita delle piante infestanti;
– miglioramento della consistenza del terreno;
– protezione delle radici da temperature estreme.

Per saperne di più scarica il report delle attività

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